NEI DINTORNI
Oltre al Museo ed al Parco Archeologico dell'antica Grumentum nei dintorni della città di Grumento Nova è possibile visitare luoghi suggestivi, scorci naturalistici, attrattori turistici, religiosi ed enogastronomici.
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Armento è un piccolo borgo lucano che sorge a 710 m slm, di soli 580 abitanti. Sorgendo su un'altura, il paesaggio che lo circonda lascia davvero senza fiato, dalla parte più alta del Paese, ove primeggia la Chiesa di San Vitale, custode degli affreschi seicenteschi raffiguranti episodi di vita del Santo, si può ammirare, sullo sfondo del cielo, la catena montuosa del Pollino, e sotto l'altura il monastero di Santa Maria, cullato dal letto della Fiumara Armentese, ove fu combattuta la battaglia contro i Saraceni, vinta dal popolo armentese sotto la guida militare di San Luca a cavallo.
Il gioiello più prezioso di cui gli armentesi sono orgogliosi è la Corona di Kritonio, trovata durante una campagna di scavi abusivi nel 1814 presso il sito di Serra Lustrante. Per via delle varie vicissitudini storiche, questo prezioso reperto è oggi custodito nel Museo Statale di Monaco di Baviera. A Serra Lustrante, presso una sorgente alla confluenza di numerosi tratturi della transumanza è stato rinvenuto e scavato un sito archeologico di singolare importanza, da interpretarsi quale santuario e luogo di riunione e di aggregazione delle aristocrazie locali dei centri indigeni della media valle dell’Agri. L’area fu frequentata a partire dagli ultimi decenni del IV sec. a.C. come luogo di culto. Durante i primi decenni del III sec. a.C. il santuario, forse dedicato a Eracle, viene rifondato e monumentalizzato, impostato su due terrazze scenografiche, raccordate da una scalinata e divise da un muro a blocchi squadrati di arenaria, secondo modelli tipicamente ellenistici.
Da visitare è anche il bosco comunale, ricadente nell'Area Parco Appennino Lucano, sfocia su un dirupo con vista sulle Murge di Sant'Oronzo.
Contestualmente al graduale abbandono di Grumentum, si svilupparono i borghi d’altura che ancora oggi caratterizzano l’assetto urbano dell'Alta Val d’Agri, tra cui la medievale Saponaria (che poi cambiò nome in Grumento Nova).
Il centro merita di essere visitato per le peculiarità storico-architettoniche, per le bellezze paesaggistiche e per le eccellenze enogastronomiche. Una passeggiata tra i vicoli dà la possibilità di riscoprire numerose testimonianze materiali provenienti dalla città romana (iscrizioni, statue, frammenti architettonici…). Nei pressi della Chiesa Madre, si collocano i resti di un tempio romano, tradizionalmente attribuito a Serapis.
Il percorso attraverso la storia continua con la visita di chiese (degna di nota la Chiesa del Rosario, con un paliotto ligneo di scuola napoletana), di palazzi gentilizi e del Castello Sanseverino. Quest’ultimo rappresenta probabilmente il primo nucleo fortificato attorno al quale si sviluppò in età normanna l’abitato. Ricostruito dai Sanseverino nel Seicento, il castello ospitava opere d’arte e apparati decorativi di gran lusso e fu dimora di Aurora Sanseverino, poetessa dell’Arcadia, originaria di Saponaria. Dopo il sisma del 1857 del Castello si è conservato solo il salone di corte, dove oggi è possibile ammirare affreschi e stucchi di pregio. Merita una sosta anche il Palazzo Danio-Giliberti, sede della Biblioteca Storica di Grumento Nova, presso la quale sono conservati oltre 2000 testi antichi, con pergamene, incunaboli e cinquecentine.
La posizione di Grumento Nova a dominio della valle, attraversata dal fiume Agri e dai torrenti Sciaura e Maglia, fa apprezzare il profondo connubio tra natura e presenze umane: dai belvederi del centro storico si può apprezzare un contesto d’eccezione, con la città romana in primo piano, il Lago di Pietra del Pertusillo, la catena dell'Appennino Lucano. Se il paesaggio archeologico di Grumentum rappresenta un unicum, il territorio di Grumento Nova è ricco anche di bellezze naturalistiche, nel bosco secolare di Maglia, lungo le rive del Lago. Il paesaggio agrario di Grumento si caratterizza per i numerosi monumenti che ricordano le tradizioni sacre e le produzioni agricole (santuari rurali, mulini…), dove la natura si intreccia con la storia.
Il centro storico è collocato sopra tre colline di altezza diversa. La Civita, sede della città antica, racchiusa da avanzi di torri e mura, che comprende la Cattedrale, la chiesa di San Michele ora Museo di Arte Sacra, la chiesa di San Gianuario e il palazzo Barrese. Il Portello che comprende le chiese di San Marco, Santo Spirito e San Rocco e il Palazzo Pignatelli. Il Casale costituitosi intorno al Monastero di San Tommaso Martire (oggi sede del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano Val d’Agri Lagonegrese) che comprende la chiesa del Carmine e i palazzi Navarra e Blasi.
L’area dell’attuale abitato di Marsico Nuovo (PZ), è stata frequentata con continuità a partire dall’età del ferro (IX e VIII sec. a.C.). A partire dal IX sec. i Longobardi con il principe Gisulfo I, intorno al 943, la elevano a rango di Contea e, contemporaneamente il centro diventa sede della Diocesi Marsicense a cui viene dato il titolo di “Civitas” divenendo centro di riferimento politico e religioso di un vasto territorio. Nell’XI sec. all’arrivo dei primi Normanni, la Contea comprende numerosi feudi nel Vallo di Diano e nel basso Cilento. Marsico è un borgo fortificato con l’abitato chiuso da possenti mura di cinta, il castello e la cattedrale. Mentre la Diocesi ha esteso la sua giurisdizione su sette paesi limitrofi, sarà retta da una serie ininterrotta di 63 vescovi. Nel 1150 vi troviamo conte Silvestro d’Altavilla, nipote del re normanno Ruggero II e poi consigliere del re Guglielmo I il Malo. Nel 1230, vi troviamo i potenti signori di Sanseverino, tra cui Ruggero (marito di Teodora, sorella di San Tommaso D’Aquino), Tommaso II (fondatore della splendida Certosa di Padula). Nel 1552 diventa “Città Regia”, nel 1638 la città è condotta dai principi Pignatelli. Il ricchissimo patrimonio architettonico composto da chiese e monasteri medievali, oltre che da artistici palazzi gentilizi, resta a testimoniare il suo rango di “antica e nobile città”.
La vasta entità della superficie a verde comprende il Parco Fontana della Brecce attrezzato con panchine, area pic-nic, due rifugi e tre sorgenti, il Parco Piana del Lago attrezzato con area pic-nic e cinque fontane approvvigionate dalla sorgente Fontana dei Cervi, le Grotte di Castel di Lepre della lunghezza di 1800 mt. percorribili solo da appassionati ed esperti speleologi, il percorso naturalistico Cascate di Vallone Melaggine, il castagno secolare di Campo Rotondo, la falesia di Pietra Maura, adatta all’arrampicata e non solo.
